Monday, February 27, 2006

anche in sud corea fanno le vaccate (al cinema..ah e nelle clonazioni)


esci di casa in una fredda giornata di febbraio per andare al kino di cork (una sorta di cineclub..molto sorta pero') che danno un film coreano e a te i film coreani piacciono che adori kim ki-duk e Park e lo splendido save the green planet e pensi che se un film coreano selezionato a cannes e' giunto in irlanda allora mica deve essere male
la trama poi sembra che parli un po' d'amore un po' di vendetta un po' di criminalita' un po' di tutto e allora vai.
si tratta di A Bittersweet life che e' una delle piu' immonde vaccate importate dall'oriente che io abbia mai visto (parlandone in termini deleuziani).
Il film tenta disperatamente di copiare lo stile di park (specie nell'acclamatissimo Old boy) con il risultato di essere una scimmiottatura senza capo ne' coda (anzi, la coda c'e' un po' filosofica un po' ambivalente tipo "e se tutto fosse stato solo un sogno" ma c'e')
un film dove la sceneggiatura e' impalpabile, creata su macchiette e su una vendetta della quale non ci puo' frega' de meno; la ricerca di un'inquadratura ad effetto risulta irritante e via cosi'.
la cosa che piu' colpisce e' la totale mancanza di idee, laddove proprio il cinema coreano ci aveva offerto film nei quali ogni sequenza conteneva almeno 3possibili storie, qui si fa fatica a metterne in piedi una qualunque.
dopo mesi lontano dal cinema uno va e si becca una cosa cosi' veramente meglio tornarmene a vedere lost e la seconda serie di 24 che recupero con un colpevole ritardo.